In
Italia l’industria elettrica nasce verso la fine
del XIX secolo per iniziativa di alcune imprese private
che rendono disponibile il prodotto “energia
elettrica” in alcune zone del paese, inizialmente
per gli utilizzi industriali. L’esigenza di estendere
questo servizio a tutta la popolazione, completando
la rete di distribuzione sul territorio nazionale,
ha ispirato la legge n. 1643 del 1962, che istituisce
l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica
con la funzione di svolgere in regime di monopolio
l’attività di produzione, trasporto, trasformazione,
distribuzione e vendita di elettricità.
La stessa legge prevede solo poche deroghe per alcune
categorie di imprese che non incidono sull’aspetto
monopolistico del settore.
Nel 1992 c’è una prima svolta dal momento
che un decreto legge trasforma l’Enel in Società per
Azioni con il ruolo di concessionario del servizio elettrico,
anziché riservatario come in precedenza.
Ma è nel 1996 che viene fatto un passo deciso
sulla strada della liberalizzazione del mercato dell’energia
elettrica. È, infatti, in tale anno che viene
approvata dal Parlamento dell’Unione Europea la
Direttiva 96/92 CE contenente norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica. L’obiettivo
di tale direttiva è quello di assicurare la libera
circolazione dell’energia elettrica, rafforzando
allo stesso tempo la sicurezza dell’approvvigionamento
e la competitività industriale.
In Italia la direttiva 96/92/CE viene attuata per mezzo
del Decreto Legislativo n°79 del 1999, noto come
decreto Bersani, che innova profondamente la disciplina
del settore elettrico nelle diverse aree di attività mediante
una graduale liberalizzazione del mercato in Italia.
Più in dettaglio sancisce che “le attività di
produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita
di energia elettrica sono libere nel rispetto degli obblighi
di servizio pubblico”, mentre “le attività di
trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato
ed attribuite in concessione al gestore della rete di
trasmissione nazionale”. Inoltre, “l’attività di
distribuzione dell’energia elettrica è svolta
in regime di concessione rilasciata dal Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato”.
Il Decreto Bersani prevedeva una graduale riduzione della
soglia di consumo per poter rientrare nella categoria
dei clienti idonei (coloro che hanno la facoltà di
scegliere liberamente il fornitore di energia elettrica),
passando dai 20.000.000 kWh annui ai 100.000.
Dal primo luglio 2004, a seguito della delibera 107/04
dell’Autorità per l’energia elettrica
ed il gas, tutti i clienti titolari di Partita Iva possono
accedere al libero mercato dell’energia elettrica,
mentre a partire da luglio 2007 questa opportunità sarà estesa
a tutti i clienti.Obiettivo finale è quello di
creare un libero mercato che consenta di avere una pluralità di
produttori e venditori in concorrenza tra loro, con indubbi
benefici per gli utilizzatori industriali e domestici.
In particolare, nel settore della vendita ai clienti
finali, sono nati in seguito al Decreto Bersani una pluralità di
operatori grossisti che hanno acquisito i clienti con
i consumi più elevati di energia elettrica.
Un’ulteriore importante novità all’interno
del mercato elettrico è rappresentato dall’introduzione
della Borsa Elettrica, avviata in forma transitoria dal
1° Aprile 2004, e dal dispacciamento di merito economico.
Questa nuova regolamentazione del mercato di approvvigionamento
dell’energia è finalizzata ad incentivare
la competitività dei produttori nella fase di
offerta e ad ottimizzare l’efficienza dell’attività di
dispacciamento.